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Foto di San Nicola vescovo

La sera prima, i bambini dell’Italia Settentrionale, mettono sul davanzale delle calze vuote che nella notte San Nicola (6 dicembre) riempirà di buone cose come mandarini, biscotti, mandorlato, cioccolato, doni e ai bambini più bricconcelli anche un pezzetto di carbone.

Come nasce questa tradizione?

Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, Nicola, dopo la prematura morte dei genitori che gli lasciarono un ingente patrimonio, utilizzò i suoi averi per aiutare i più bisognosi.
Si narra che Nicola venuto a conoscenza di tre povere ragazze, che non potevano sposarsi perché il padre non poteva dare loro la dote, preparò tre calze e le riempì di denaro che nelle tre notti successive posò sulla nestra delle poverelle così da dare loro la possibilità di un futuro dignitoso.
Il suo amore per i più piccoli è ricordato anche dal suo miracolo avvenuto quando Nicola era già vescovo di Myra (nell’attuale Turchia ) dove si dice che abbia resuscitato tre bambini durante le persecuzioni avvenute nella sua città.
Il vescovo Nicola si occupò anche dei suoi concittadini ottenendo rifornimenti e viveri durante una grave carestia ed è venerato anche dai marinai perché ai suoi tempi riuscì a calmare una furiosa tempesta.
Le sue spoglie attualmente riposano a Bari di cui è anche il Patrono.
Nella tradizione popolare viene accolto festosamente mentre arriva accompagnato dal suo asinello che lo aiuta a portare i doni per i bambini.