Stampa

Foto dell'oratorio San Michele della parrocchia di Salgareda.

Transizione, ripartenza, resilienza: quante volte abbiamo sentito queste parole negli ultimi mesi, e sempre in un contesto prettamente economico. Mi sono, quindi, chiesto: queste parole tanto in voga possono essere applicate anche alla nostra realtà parrocchiale?
Domanda che forse suonerà strana, ma condivido le riflessioni, per nulla banali, che ho maturato, soprattutto in questi ultimi giorni che hanno visto molto movimento nei locali del nostro oratorio.
In sintesi, la comunità si sta rimettendo in moto con i gruppi parrocchiali che si impegnano per riportare quella vitalità di cui tutti sentiamo enormemente il bisogno. L’oratorio riapre, accoglie ragazzi, crea occasioni per stare insieme; l’Azione Cattolica si incontra, adulti e ragazzi e giovani pregano e giocano insieme; i genitori della scuola dell’infanzia portano i figli fuori dalle aule per incontrare la comunità; catechismo e gruppo famiglie si riorganizzano per ripartire coi propri percorsi formativi ed educativi. Il tutto con la Caritas che mai si è fermata e dà sempre l’esempio di come l’incontro con l’altro sia la base per continuare a coltivare la speranza.
In questo finalmente frizzante contesto ho declinato le tre parole-manifesto di questo tempo nella nostra comunità:

C’è un ultimo ingrediente che tiene legato il tutto: il SORRISO. Ricordiamoci che siamo cristiani e che il Vangelo è il racconto di una buona notizia che dà gioia. A noi sta portare questa gioia in tutti gli ambiti della nostra vita, in particolar modo a chi ha più difficoltà a sorridere perché le vicissitudini della vita possono portare a situazioni di difficoltà e sofferenza.
Forza Salgareda, ripartiamo insieme, col sorriso e con fede!

Alex Minuzzo