Immagine di copertina della pagina delle Notizie della parrocchia  di San Michele Arcangelo in Salgareda

Foto dell'oratorio San Michele della parrocchia di Salgareda.

Transizione, ripartenza, resilienza: quante volte abbiamo sentito queste parole negli ultimi mesi, e sempre in un contesto prettamente economico. Mi sono, quindi, chiesto: queste parole tanto in voga possono essere applicate anche alla nostra realtà parrocchiale?
Domanda che forse suonerà strana, ma condivido le riflessioni, per nulla banali, che ho maturato, soprattutto in questi ultimi giorni che hanno visto molto movimento nei locali del nostro oratorio.
In sintesi, la comunità si sta rimettendo in moto con i gruppi parrocchiali che si impegnano per riportare quella vitalità di cui tutti sentiamo enormemente il bisogno. L’oratorio riapre, accoglie ragazzi, crea occasioni per stare insieme; l’Azione Cattolica si incontra, adulti e ragazzi e giovani pregano e giocano insieme; i genitori della scuola dell’infanzia portano i figli fuori dalle aule per incontrare la comunità; catechismo e gruppo famiglie si riorganizzano per ripartire coi propri percorsi formativi ed educativi. Il tutto con la Caritas che mai si è fermata e dà sempre l’esempio di come l’incontro con l’altro sia la base per continuare a coltivare la speranza.
In questo finalmente frizzante contesto ho declinato le tre parole-manifesto di questo tempo nella nostra comunità:

  • TRANSIZIONE è RELAZIONE: il passaggio verso un nuovo modo di vivere la comunità non può che essere la riscoperta della bellezza della relazione con gli altri, a partire dagli amici più stretti fino a tutti i membri della comunità, relazione che porta frutti di condivisione, comunione, solidarietà, rispetto (se pensiamo bene, la transizione ecologica altro non è che una riscoperta della relazione tra uomo e creato, relazione interrotta che deve essere riallacciata nel segno del rispetto, unica strada perché ci sia futuro);
  • RIPARTENZA è INCONTRO: si riparte insieme, nessuno può pensare di camminare in solitudine. Gli slogan sull’argomento non mancano: “per educare un bambino ci vuole un villaggio”, “da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano”, ma a noi piace di più ricordare che “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro”.
  • RESILIENZA è PREGHIERA: credere che lo Spirito Santo ci dà la forza per reagire e ripartire è proprio di noi cristiani. Non dobbiamo dimenticarcelo né smettere di invocarlo.

C’è un ultimo ingrediente che tiene legato il tutto: il SORRISO. Ricordiamoci che siamo cristiani e che il Vangelo è il racconto di una buona notizia che dà gioia. A noi sta portare questa gioia in tutti gli ambiti della nostra vita, in particolar modo a chi ha più difficoltà a sorridere perché le vicissitudini della vita possono portare a situazioni di difficoltà e sofferenza.
Forza Salgareda, ripartiamo insieme, col sorriso e con fede!

Alex Minuzzo